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Omaggio al Prof. Roberto Assagioli

 

LO SCIENZIATO DELLO SPIRITO
Roberto Assagioli 1888 - 1974

“Chi voglia ricercare sinceramente la conoscenza di sé ed accingersi seriamente al controllo ed allo sviluppo delle proprie energie psichiche e spirituali deve anzitutto riconoscere l’esistenza e la realtà di un mondo interiore (..)


La nostra civiltà tutta meccanizzata, materialistica, volta alla conquista dei beni e dei poteri terreni, ha distratto e assorbito nelle attività esterne l’attenzione, l’interesse, le energie degli uomini. Così è avvenuto che l’uomo moderno, il quale ha tanto accresciuto la propria conoscenza del mondo esterno, sondando con mirabili strumenti i misteri dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande, si trova perplesso e smarrito di fronte all’enigma del proprio essere. Egli che ha accortamente asservito e sfruttato per i suoi bisogni e per i suoi piaceri potentissime energie della natura, è invece zimbello e schiavo impotente delle forze passionali che si agitano ed erompono nella sua anima. Questo doloroso ed umiliante contrasto fra le conoscenze ed i poteri esteriori e quelli interiori era rimasto inosservato durante il periodo del materialismo trionfante: l’ebrezza delle scoperte e delle conquiste nel mondo della natura aveva per lo più nascosta all’uomo moderno la sua miseria spirituale. Ma ora non è più così. Il materialismo ha fatto ovunque bancarotta: nel campo teorico e in quello pratico, nella vita sociale e in quella individuale il suo fallimento è completo. Nella scienza i fisici, risolvendo l’atomo in un sistema di minutissime cariche elettriche (ioni ed elettroni), ed i cultori di metapsichica, ottenendo la smaterializzazione della sostanza organica, hanno tolto al materialismo la sua base e la sua stessa ragione d’essere, cioè la presunta “sostanzialità” e permanenza della materia. Nel campo psicologico e in quello morale la concezione materialistica della vita ha portato a conseguenze disastrose: la persuasione che esista solo la vita terrena, che essa non abbia alcun fine interiore, non sia ordinata e giustificata da alcuna superiore legge di compensazione morale, non sia retta da alcun Principio o Ente spirituale, ha scatenato gli egoismi e gli appetiti, la frenesia di godere e obliare, ha suscitato amare negazioni e disperate ribellioni. Così è aumentato in modo impressionante il numero dei nervosi, dei pazzi, degli alcolisti, dei tossicomani e dei suicidi. E nella vita sociale l’esasperata sete di possesso e di dominio ha prodotto da un lato aspre e violente lotte di classe, dall’altro le folli gare degli stati per l’egemonia mondiale che hanno condotto al tragico epilogo della recente guerra. Ora però la situazione sta cambiando rapidamente. Se le maggioranze di ogni ceto ancora illuse e affascinate dai miraggi delle attrattive esteriori e dei beni materiali, si trovano ovunque ed in numero ognor crescente persone che, risvegliate dal dolore e ammaestrate dagli eventi, si sottraggono a quel fascino nefasto. Cominciano a scoprire le realtà e il valore del mondo interiore e ad accorgersi che la pace e la felicità non si possono trovare che dentro di noi; perciò sentiamo il bisogno di riedificare su nuove basi la nostra vita e aneliamo ad abbeverarci alle pure eterne fonti dello spirito. Ma alla sincerità dell’aspirazione e al fervore dei propositi purtroppo non corrispondono, in generale, la sapienza ed il potere necessari per attuarli. Quando ci accingiamo a quell’opera di interiorizzazione e di ricostruzione ci troviamo ben presto smarriti, perplessi, turbati. Cominciando a rientrare in noi stessi, scopriamo dolorosamente quanto sono grandi la nostra ignoranza e la nostra impotenza nel mondo interiore. Un primo esame della nostra anima ci rivela un caos pauroso: scopriamo un miscuglio di elementi eterogenei, un avvicendarsi di sentimenti contraddittori, un cozzare tumultuoso di impulsi contrastanti. Scopriamo debolezze, miserie, colpe che la nostra superficialità ci lasciava prima ignorare. E i nostri primi e inesperti tentativi di porre un poco d’ordine in quel caos riescono vani: cerchiamo di arrestare con la meditazione i pensieri che ci assillano, ma la mente non ci obbedisce e continua la sua corsa sfrenata; vogliamo uccidere le nostre passioni, ma esse sfuggono alla nostra presa e reagiscono con insurrezioni violente o con guerriglie estenuanti. Però questa prima rivelazione non deve atterrirci né scoraggiarci. Approfondendo l’esame della nostra anima vi scopriamo anche ricchezze, luci, energie latenti che attendono di essere messe in valore; comprendiamo come anche le forze inferiori passionali che ci insidiano e ci fanno cadere possono venir disciplinate e trasformate in modo da servire a scopi superiori, che in ogni male vi è un germe di bene da sviluppare. Così scopriamo un mondo interno da esplorare e conquistare, un mondo non meno vasto, ricco, affascinante di quello esterno; tutto un ampio lavoro interiore da compiere: un’opera di conoscenza, di riordinamento, di progresso, di rigenerazione. E sentiamo quanti benefici ne possano derivare per noi e per gli altri: il sollievo della liberazione da tante servitù morali, la bellezza delle nuove armonie, le sante gioie dell’ascesa alle sfere della pace e dell’amore spirituale, un insospettato potere di risvegliare e sorreggere le altre anime – e poi ancora più intime e misteriose rivelazioni …”    

 Articolo del 1923 scritto dal Prof. Roberto Assagioli
Tratto da “Il Mondo Interiore” scritti teosofici 1918-1962

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