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29/12/2018 Evoluzione dell'Essere


PROCESSO EVOLUTIVO DELL'ESSERE

pratica e teoria

  1. L'ESSERE - Coscienza, Anima
  2. DUALITA'  - Oggettivo, Soggettivo
  3. EQUILIBRIO - Corpo, Mente, Emozioni
  4. MATERIA - Karma, causa ed effetto
  5. AZIONE - Volontà
  6. FAMIGLIA - Risultati, relazioni
  7. SPIRITUALITA' - Saggezza, conoscenza
  8. AMORE - Infinito
  9. CONOSCENZA - Consapevolezza

La nostra coscienza (1) si manifesta attraverso il principio della dualità (2), il quale ne consente l'espressione solo attraverso l'equilibrio delle proprie funzioni (3). L'equilibrio è ciò che permette di armonizzarsi e allinearsi con le leggi evolutive (4), sviluppando azioni volontarie (5), al fine di produrre dei risultati oggettivi sul piano materiale (6). Ogni esperienza si trasforma in conoscenza (7), rivelando il suo intrinseco significato (8), fino a prendere coscienza della propria esistenza (9).


PRINCIPIO DEL TRE La via dello Yoga



                                                                            metafora della carrozza di Gurdjieff          
             
L'equilibrio di questo Principio Evolutivo (3) non è un dato di fatto, ma una condizione da conquistare, che in primo luogo può essere osservata in un modo oggettivo solo attraverso la pratica. Anche conosciuti come "centri principali", corpo-mente-emozioni possono armonizzarsi (4) attraverso le azioni consapevoli di una Disciplina (5), inducendo il praticante a ricercare consapevolezza in tutti gli ambiti della sua vita (6).

Tuttavia, l'espressione dell'Essere (1) attraverso la dualità (2), potrebbe procedere anche in una direzione opposta, ovvero attraverso un'osservazione soggettiva non equilibrata (3), incapace di armonizzarsi (4) e di sviluppare azioni consapevoli (5), mancando di produrre quei risultati necessari alla sua evoluzione (6).




Essendo per sua natura un processo consapevole, l'evoluzione dell'Essere necessità di risultati oggettivi (6) per poter procedere (7-8-9). Il mancato raggiungimento di questo obiettivo, può solo dipendere a monte dalla mancanza di equilibrio nelle proprie azioni, pensieri e parole, i quali si esprimono per lo più attraverso l'identificazione e i luoghi comuni, ed impediscono una oggettiva osservazione di sè.

Le azioni quindi vengono compiute, ma sono spesso fraintese dalla nostra soggettività, la quale si origina dall'eccessiva attivazione di uno dei nostri tre "centri principali". E implicito ad esempio, che anche un'emozione può scaturirsi dall'eccessiva attivazione della nostra mente, privandoci di esprimere le nostre vere emozioni, e nonostante tutto ciò sia messo chiaramente in evidenza da un profondo e costante stato di malessere, per chi si trova a vivere questa condizione.

Quando le nostre emozioni sono generate dalla mente, ciò produce solo timore e grande paura dei cambiamenti, come rischiare di perdere tutto (le proprie convinzioni). In realtà si è solo incapaci di generare nuove aspettative, è questo per la mente equivale a perdere il controllo essendo spesso identificata soggettivamente. Tutto ciò alla nostra percezione si manifesta attraverso un profondo stato d'insicurezza.

Solo una Disciplina completa è in grado di spezzare le abitudini e di colmare quel vuoto. All'inizio per un allievo è difficile osservare quanto il suo "centro emotivo" partecipi alla pratica, può tuttavia verificare che l'ordine dei suoi pensieri cessa di avere il sopravvento, sperimentando una condizione di sè che non saprebbe descrivere, se non ahimè attraverso l'ennesimo luogo comune.




L'abbiamo ripetuto molte volte: lo Yoga non rilassa, bensì produce una condizione di equilibrio per uno scopo preciso. Le passeggiate o i massaggi rilassano, e possono essere ricondotti ad azioni consapevoli (5), ma possiedono una rilevanza transitoria sulla nostra condizione interiore.

"L'effetto" di una pratica invece, oltre ai risultati immediati e benevoli, anch'essi transitori, ad un livello più profondo struttura e predispone il praticante con l'equilibrio necessario per prendere coscienza anche dell'origine dei suoi risultati, e colmando quel vuoto, inizia ad intuire il senso elevato dello Yoga e a nutrire per esso un profondo rispetto.

Gli effetti benevoli inducono a comprendere le cause delle proprie disarmonie. Tutto ciò non può che elevare le intuizioni del praticante, e a guidarlo alla comprensione delle ragioni interconnesse nei suoi processi evolutivi.



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APS SHAKTI NOVELLARA (RE) COD. FISC: 92009900199 – WORKSHOP DEL 29/12/2018
INCONTRO TENUTO DALL'ISTRUTTORE DONATO TORREGGIANI